“Radici Vere dei miei paesaggi culturali”
Gennaro Di Giovannantonio
Gennaro Di Giovannantonio
La Biografia come metodo di lavoro
Sono nato a Formicola (CE), terra di confine del Sannio antico. Formica, è il mio pseudonimo, dal logo del mio “luogo di origine”: una laboriosa “formica rampante” su una spiga di grano. Ho frequentato l’università di Architettura di Napoli, Federico II. Fin da bambino sono stato affascinato dai “paesaggi culturali” e dalle memorie preistoriche, antropologiche e storiche del mio territorio.
La Preistoria: con grotte naturali, armi preistoriche, selci e utensili.
La Protostoria con culti megalitici, orali e spirituali: la cultura dell’acqua, la sintonia con la natura, la spiritualità trasposta con dendro morfismi, zoomorfismi e isomorfismi radicali, l’addomesticamento del cane per la sicurezza della prole. Azioni che si uniformano con la natura e il creato, dovute all’aumento delle facoltà cognitive, dirette e riflesse, proponendo una vasta gamma di Geo-Architetture: ripari, capanne e “pagliare”.
L’antropologia culturale: con le neviere, le culture semitiche, l’uomo in armonia con il creato, dovuto anche all’aumento delle facoltà cognitive dirette e riflesse.
La Storia: dalle arci sannitiche Osche e Romane, anfiteatri, terme e acquedotti.
Mi sento confortato dai “Genius Loci e dai saperi antichi” di anziani artigiani, contadini, mulattieri, carbonai e tagliaboschi, che hanno dovuto affrontare e vincere l’isolamento, la fame, la sete, l’indifferenza, le ingiustizie, le guerre e i dolori! Il mio pensiero si affranca ai loro ricordi, alle loro esperienze, alle loro emozioni e delusioni, alle loro inumane fatiche.
I miei pensieri e la mia filosofia nascono da queste radici culturali, naturali e spirituali, vive e profonde della Madre Terra.
Sentimenti che si aprono ad un’osmosi Natura-Cultura-Cosmo da cui prende forma la proposta Artistico-Culturale della GEOARTE.
L’armonia della natura domina ed enfatizza la creatività e la poetica artistica “dell’acqua”, “l’humus”, “l’albero”, “la foglia”, “il cielo”, “il mare”, “le montagne” e “la natura” con le sue “texture”.
Le mie opere interpretano i sentimenti dei miei territori di ricerca. Mi sento più colto grazie a queste ricerche immateriali, che ne amplificano i contenuti culturali e approfondiscono le tematiche ambientali, ecologiche e degli ecosistemi interrotti!
“Geo+cultura+etica+poesia+scienza” contribuiscono a dare più consapevolezza nell’amore per la Madre Terra e per il Genius loci, per essere a suo agio nel mondo interpretato, e la creatività diventa “logica concettuale” della mia ricerca denominata GeoArte.
Il nome Geoarte
Il nome “GeoArte” traduce l’esigenza di fare culture e arte in modo conforme alla Terra, o, forse, sarebbe perfino meglio dire, come fa la Terra, armonizzando l’azione e l’intervento creativo con ciò che preesiste loro e di cui essi sono un’ elaborazione. Questo nome evoca la “terra dell’arte”, la “terra dell’energia”, la “terra della forza”, la “Terra del costruire con amore, con passione, con gioia”, la “terra del fare il bello”, la “terra di fare con passione”. L’amore inteso come poetica dell’armonia della vita; L’armonia cosmica, come linguaggio e sostanza della mia opera. Nel tradurre queste esigenze, ho ricercato, indagato, ispezionato il nostro mondo: oggi, sempre più distante dalla Natura e sempre più difficile da penetrare!
Nella GeoArte, lo studio sui “Geo-tipi e sugli Eco-Sistemi” è un invito alla riflessione etico-scientifica “sul limite dello sviluppo” e sulla “devastazione progressiva della Biosfera”, dove l’azione futura dovrà tendere all’eco-sofia spirituale e armonica dell’Uomo con essa.
La Geoarte immagina un “Neo-Rinascimento” basato sulle qualità etiche di abitare la “Terra”, il “paesaggio naturale” e il “luogo”, che si contrappongono alla cultura dei “non luoghi” (Marc Augè) della civiltà contemporanea, e della “mondializzazione dei mercati” (Serge Latouche).
La poetica della GeoArte, trova ampio riscontro nella letteratura, in poesia e nelle scienze nobilmente esercitate, sia nel senso del paesaggio “Leopardiano”, “Zavattiniano”, di “Luigi Ghini” o “Whaitiane”.
E inoltre, nel senso dell’ “Ecologia Spirituale” e della “Bioetica”, che si contrappongono alle “culture della New Economy”: quella delle sopraffazioni, delle negazioni, delle frammentazioni e degli sfruttamenti indiscriminati e arroganti: dell’UOMO sull’uomo, dell’UOMO sulla “Strato-Sfera” e sulla “Bio Sfera”!
La GeoArte, sostiene con forza, queste culture, seguendo pedissequamente tutti i dettami dell’Ecologia e della Filosofia: sull’indistinzione e l’indisponibilità: di separare la natura dalla cultura per creare due settori distinti della vita e delle attività umane! L’uomo (“humus” o “geo”) ne è da sempre l’armonia di entrambe. Prove inequivocabili, ne sono i manufatti di Geo-Architetture, dal paleolitico ad oggi, che insieme alla cultura orale della povertà estrema, sopravvivono ancora oggi in ogni periferia della Terra.
Gallo, Installazione tra papaveri rossi, grano e paesaggio, anni ’90.
Land art
Poetiche a confronto: Land Art e GeoArte
La “Land Art“, secondo molti critici, usa linguaggi e metodi da “Star-Sistem “della “Cultura Dominante Americana”; il suo messaggio artistico è solo artificiosi esercizio creativo dissociato dallo spirito e dalle identità culturali di ogni “luogo” del Pianeta, trasformandosi in pura oggettivazione di ogni vita pure spettacolarizzazione di un’arte senz’anima, fine a sé stessa, distante e indifferente “alla perdita del dramma della realtà umana“. Non è coinvolgente e solidale né con l’uomo né con l’ambiente naturale. Esprime una poetica con un carattere effimero e fugace. Cela il personaggio solo per attrarre. Impacchetta grandi opere di civiltà umane solo per ibernarle. Ripropone una visione del mondo nell’ottica borghese dell’ambientalismo Americano di fine ‘900 in senso Antropo-Centrico.
…GeoArte
La Geoarte, “è l’armonia dell’uomo verso la terra e il luogo; è l’arte della terra e per la Terra; dell’ascolto, di capire e penetrare la sostanza degli elementi; di abitare lo spirito dei luoghi per vivere in unità col suo ritmo biologico e col suo respiro cosmico; una visione coerente e cosciente sul futuro che dovrà proiettarsi verso un pianeta Bio-Centrico.
Il Paesaggio della Geoarte”, diventa armonizzazione trasposta e fantastica del “Genius Loci”, dove, la “Simbiosi: cultura-natura-cosmo è il senso etico ed
eco-sistemico del paesaggio”, paradigma artistico delle lacerazioni e dei drammi della realtà umana.
Il “paesaggio” diventa trasposizione spirituale della persistenza geologica, geografica, storica, antropologica, geo-filosofica e geo-architettura di “ogni vita sulla Terra”. La Geoarte è un pensiero alla “n” dimensione per un futuro più eco, più equo e più solidale!
Acqua Etica. Installazione tra la Sorgente Morena.
STORICIZZAZIONE DELLA GEOARTE
Antropologia culturale
Riccardo Dalisi. Napoli.
-Il Futuro del passato-
Ricerca, fotografie e disegni di Gennaro Di Giovannantonio
(La Pagliara cane seduto)
Saggi critici
Critici d’Arte – Giornalisti- Artisti






































































































































